AAMS è il vecchio nome dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’ente che
dal 2012 rilascia le concessioni italiane per il gioco a distanza. Il nome
ufficiale è cambiato quattordici anni fa, l’abitudine di cercarlo no. Un
casinò non AAMS è quindi un sito che accetta giocatori italiani senza
concessione italiana.
Nel nostro archivio sono 165 su 199. Non li teniamo fuori dall’elenco: li
descriviamo per quello che sono, partendo dai dati che si possono controllare
uno per uno nel regolamento dell’operatore.
È legale giocare su un casinò non AAMS
La domanda arriva prima di tutte le altre, quindi la risposta sta qui e non in
fondo alla pagina. La concessione riguarda chi offre il gioco, non chi
gioca: la normativa italiana impone l’autorizzazione all’operatore, e l’ADM
interviene sui siti che ne sono privi ordinando l’oscuramento del dominio ai
provider italiani. È il motivo per cui questi operatori cambiano indirizzo con
una certa frequenza, e per cui un sito raggiungibile oggi può non esserlo
domani.
Tre conseguenze pratiche, che valgono più di qualsiasi discorso generale:
- Nessun sostituto d’imposta italiano. Sui siti con concessione l’imposta
sulle vincite è assolta a monte dal concessionario e il giocatore non deve
fare nulla. Fuori da quel perimetro questo passaggio non esiste, e la
posizione fiscale resta una faccenda tra il giocatore e il proprio
commercialista.
- Nessun reclamo in Italia. Una controversia si porta davanti all’autorità
che ha rilasciato la licenza, quando è dichiarata: Curaçao, Anjouan,
Tobique. Nessuna di queste ha un ufficio in Italia, e la lingua del
procedimento non è l’italiano.
- Nessun Registro Unico degli Autoesclusi. Il registro dell’ADM vincola
solo i concessionari. Chi si è autoescluso resta bloccato sui siti italiani
e non su questi, ed è una differenza che va conosciuta prima e non dopo.
Migliori casinò non AAMS: qual è il migliore e secondo quale criterio
La domanda «qual è il migliore casinò non AAMS» non ha una risposta unica,
perché dipende da cosa serve a chi la fa. Quello che possiamo fare, e che
nessuna classifica generica fa, è dire su quali dati ordiniamo l’elenco,
tutti verificabili nel regolamento dell’operatore:
- La licenza. C’è, di chi è, che numero porta. Sta in cima a ogni scheda
perché decide se sopra l’operatore c’è qualcuno, e su 165 insegne solo 49
la dichiarano.
- Il tempo di prelievo scritto nel contratto, non quello promesso in
vetrina. Su diversi siti i due numeri non coincidono: in quel caso
pubblichiamo il primo e segnaliamo la differenza.
- Il costo reale del bonus: requisito di rigioco, scadenza, tetto
convertibile e puntata massima consentita. Un 200 % con requisito 50x vale
meno di un 100 % con requisito 25x, e i conti stanno più avanti.
Quello che non usiamo come criterio: la dimensione del bonus in vetrina,
il numero di giochi dichiarato e qualsiasi voto complessivo. Un numero unico
da 1 a 10 nasconde proprio le differenze che contano, perché il migliore per
chi vuole incassare in fretta non è il migliore per chi cerca l’offerta più
grande.
Chi cerca il tempo più corto trova la lista già ordinata tra i
casinò non AAMS con prelievo rapido.
I 165 non sono tutti la stessa cosa
Il gruppo si divide in due parti, e la distanza tra le due è più grande di
quella tra un sito e l’altro all’interno di ciascuna:
| Situazione |
Quanti |
Cosa comporta |
| Licenza estera dichiarata, con ente e numero |
49 |
esiste un’autorità, per quanto distante, e un numero da controllare |
| Nessuna licenza dichiarata |
116 |
l’unica istanza è l’operatore stesso |
Tra i 49 che dichiarano una licenza: 27 Curaçao, 10 Anjouan (Unione
delle Comore), 9 Tobique, 1 Malta, 1 la commissione federale
svizzera.
Vale la pena fermarsi su quel numero: una sola insegna su 165 ha una licenza
rilasciata da un’autorità dell’Unione Europea. Chi cerca «casinò non AAMS con
licenza europea» sta cercando qualcosa che esiste in un solo esemplare, e vale
la pena saperlo prima di aprire dieci schede.
Dietro 108 marchi ci sono 18 società
È il dato meno visibile dell’intero settore e il più utile quando si sceglie.
Delle 165 insegne senza concessione, 140 dichiarano la società che le
gestisce. Di queste, 108 fanno capo a sole 18 società.
| Società |
Marchi nel nostro archivio |
| NovaForge Ltd |
39 |
| Stellar Ltd |
19 |
| Dama N.V. |
8 |
| GBL Solutions N.V. |
6 |
| TechSolutions Group N.V. |
5 |
| Altacore N.V. |
5 |
| Terdersoft B.V. |
4 |
Cosa significa in concreto: passare da un sito all’altro dentro lo stesso
gruppo non cambia il regolamento, non cambia l’ufficio che valuta i documenti e
non cambia chi decide su un prelievo bloccato. Cambia la grafica e cambia il
bonus in vetrina. Trentanove marchi con lo stesso proprietario danno
l’impressione di trentanove alternative e ne sono una sola.
Il controllo si fa in trenta secondi: nel piè di pagina di ogni sito c’è il
nome della società e il numero di registrazione. Se coincide con quello di un
altro marchio, sono lo stesso operatore.
Il bonus è più grande, il requisito no
Qui la reputazione del settore regge solo a metà, e i numeri lo dicono senza
bisogno di commento. Confrontando le offerte pubblicate nel nostro archivio:
| Offerta di benvenuto |
Casinò non AAMS |
Casinò con concessione ADM |
| Importo medio dichiarato |
1.358 € |
834 € |
| Importo massimo dichiarato |
25.000 € |
6.000 € |
| Requisito di rigioco medio |
36,4x |
35,5x |
L’importo è mediamente più alto, spesso di molto. Il requisito di rigioco è
praticamente identico. Un bonus da 1.358 € con requisito 36x significa
rigiocare circa 48.900 €, e quando il requisito si calcola su bonus più
deposito la cifra raddoppia. Il numero grande in vetrina non è denaro
prelevabile: è la misura di quanto bisogna far girare prima di poterne parlare.
Come si legge un’offerta riga per riga, con i conti fatti, sta nella pagina dei
bonus di benvenuto.
Quanto si aspetta davvero un prelievo
Il settore comunica «prelievi rapidi» in modo così uniforme che la frase ha
smesso di dire qualcosa. I tempi dichiarati nei regolamenti delle 199 insegne
raccontano un’altra storia:
| Tempo dichiarato |
Insegne |
| 12 ore |
1 |
| 24 ore |
8 |
| 48 ore |
4 |
| 72 ore |
84 |
| 96 ore |
7 |
| 120 ore |
4 |
| Nessun tempo dichiarato |
91 |
Novantuno insegne su 199 non scrivono alcun tempo, e 84 ne scrivono uno di
tre giorni. Le insegne che si impegnano su 24 ore o meno sono nove in tutto
il catalogo, e le trovi raccolte tra i
casinò con prelievo entro 24 ore.
Due precisazioni che nessuna vetrina fa. Il tempo dichiarato parte dal momento
in cui l’operatore approva la richiesta, non da quando la invii: la verifica
dei documenti sta prima e non è conteggiata. E la prima richiesta è quasi sempre
più lenta di tutte le successive, perché è quella in cui i documenti vengono
esaminati per la prima volta.
Il deposito minimo è più alto, non più basso
Un altro luogo comune che i dati ribaltano. Nel catalogo completo:
- 44 insegne chiedono almeno 10 €,
- 48 insegne chiedono almeno 20 €,
- 2 si fermano a 5 €, 3 salgono a 25 €,
- 101 insegne non dichiarano alcun minimo.
Le due insegne che accettano 5 € hanno entrambe la concessione italiana. Lo
standard reale del mercato italiano è 10 €, e le liste che promettono
depositi da 1 € promettono qualcosa che in questo catalogo non esiste. Il
dettaglio, soglia per soglia, sta nella pagina del
deposito minimo basso.
Come si paga, e con cosa si incassa
È la differenza che si sente subito passando da un sito italiano a uno senza
concessione. I metodi più diffusi tra le 165 insegne:
Le criptovalute stanno in cima perché sono il canale che un operatore senza
concessione può integrare senza passare da un istituto di pagamento europeo. Il
rovescio della medaglia è dall’altra parte del listino: PayPal non compare su
nessuna di queste 165 insegne. Tutte e 22 le insegne che accettano PayPal nel
nostro catalogo hanno la concessione ADM, e il perché sta nella pagina dedicata
ai casinò non AAMS con PayPal.
Una regola che vale su tutti: accettare un metodo non significa restituire
con lo stesso metodo. I voucher prepagati sono a senso unico per costruzione,
e la Paysafecard è il caso più netto del catalogo.
Casinò non AAMS affidabili: cosa possiamo verificare davvero
Quello che si può verificare, e che verifichiamo su ogni scheda, è più modesto
e più concreto di qualsiasi giudizio complessivo:
- il numero di licenza esiste, è controllabile presso l’ente e risulta
intestato alla società indicata nel piè di pagina;
- il regolamento pubblica limiti, tempi e tetti di conversione, invece di
lasciarli in bianco o rimandarli a una pagina che non c’è;
- non contiene clausole che azzerano il saldo in circostanze ordinarie, per
esempio alla chiusura volontaria del conto con denaro dentro;
- il tetto di prelievo mensile è compatibile con la vincita massima che il
sito pubblicizza. Un massimale da 25.000 € e un tetto da 2.000 € al mese sono
la stessa vincita distribuita su un anno;
- la puntata massima consentita con bonus attivo è scritta. Se non lo è,
qualsiasi giocata può essere contestata a posteriori.
Perché non chiamiamo «sicuri» i casinò non AAMS
Usiamo «affidabile» per dire che i dati dichiarati reggono al controllo, e non
usiamo «sicuro» come suo sinonimo. Un sito senza concessione italiana non è
sicuro nel senso in cui lo è un concessionario: mancano gli RTP verificati da
un laboratorio riconosciuto in Italia, manca il collegamento al Registro Unico
degli Autoesclusi e manca un’autorità nazionale a cui portare un reclamo.
Chi cerca «casinò sicuri non AAMS» sta quindi cercando due cose che in parte si
escludono, e la risposta onesta è dire quale metà si ottiene. Si ottiene la
verificabilità: licenza con numero, regolamento pubblicato, limiti scritti. Non
si ottiene la garanzia istituzionale, e nessuna classifica può fornirla.
Casinò stranieri non AAMS che accettano giocatori italiani
È lo stesso gruppo visto da un’altra angolazione, ed è il modo in cui molti lo
cercano: operatori con sede fuori dall’Italia, che aprono conti a residenti
italiani e li tengono in euro. Non sono «casinò italiani non AAMS» nel senso
societario, perché nessuno di loro ha sede qui: sono siti stranieri con
un’interfaccia in italiano.
Due filtri pratici, prima ancora della licenza.
La lingua del contratto, non quella della vetrina. Molte insegne traducono
la home e lasciano termini e condizioni in inglese. Il contratto si legge lo
stesso, ma le clausole che decidono se incassi sono proprio quelle in cui una
sfumatura pesa, e discutere un pagamento bloccato nella propria lingua è
un’altra cosa.
Il metodo di pagamento, perché lì la differenza con un sito italiano si
sente subito: PayPal non compare su nessuna di queste 165 insegne e PostePay
su tre soltanto. Chi arriva da un concessionario e cerca gli stessi canali
trova un listino diverso, costruito su portafogli elettronici e criptovalute.
Un’ultima cosa che vale la pena sapere prima di registrarsi: il dominio non
è stabile. L’ADM ordina l’oscuramento dei siti privi di concessione, quindi
lo stesso marchio ricompare periodicamente su un indirizzo nuovo. Il conto e il
saldo di norma restano, ma il controllo della licenza va rifatto sul dominio su
cui ti stai registrando, non sul nome del marchio.
Cosa un casinò non AAMS non ti dà
La sezione che manca su quasi tutte le pagine che trattano questo argomento, e
senza la quale tutto il resto vale poco.
Non ti dà RTP verificati da un laboratorio indipendente riconosciuto in
Italia. Non ti dà l’autoesclusione valida su tutto il mercato: il blocco
funziona sito per sito, e ricomincia da capo su ogni nuova insegna. Non ti dà
un’autorità italiana a cui presentare un reclamo. Non ti dà la certezza
che il dominio sia raggiungibile tra sei mesi. E non ti dà, contrariamente a
quanto si legge spesso, né depositi più bassi né prelievi più rapidi: su
entrambi i fronti i numeri di questa pagina dicono il contrario.
Ti dà offerte più grandi, un catalogo di giochi più ampio, registrazioni più
rapide e una gamma di metodi di pagamento che i concessionari non possono
offrire. È uno scambio, e va fatto sapendo cosa si lascia sull’altro piatto.
Se preferisci restare nel perimetro italiano
Le 34 insegne con concessione italiana stanno nella pagina dei
casinò AAMS. Bonus mediamente più piccoli, condizioni più
rigide, e in cambio le tre cose che qui mancano: un registro pubblico dove
controllare la concessione, l’autoesclusione valida su tutto il mercato e un
ente a cui presentare un reclamo in italiano.