71 casinò del nostro archivio senza concessione italiana accettano
Paysafecard, ma soltanto 7 permettono di prelevare con lo stesso metodo. Non
è un limite di questi operatori: è la natura del prodotto. Paysafecard è un
voucher prepagato al portatore, si compra in tabaccheria o online con un
codice a 16 cifre, e quel codice non è collegato a un conto corrente né a
un’identità verificata. Non esiste un canale tecnico per farci transitare
denaro all’indietro, e per questo l’operatore che accetta Paysafecard in
deposito paga la vincita con bonifico bancario o su carta.
L’assenza di concessione ADM è la stessa condizione descritta nella pagina
dei casinò non AAMS, dove trovi la ripartizione
completa tra licenza estera dichiarata e nessuna licenza documentata: qui ci
concentriamo sul motivo per cui la ricerca di un casinò non AAMS Paysafecard
porta a una lista di deposito, non a una lista di prelievo.
Perché un voucher prepagato non basta per chiudere il ciclo
I portafogli elettronici come Neteller o Skrill hanno un conto con saldo,
un’identità verificata e una funzione di trasferimento in entrambe le
direzioni. Paysafecard non ha nulla di tutto questo: è più vicina a una
banconota digitale usa e getta che a un conto. Una volta speso il credito sul
tagliando, quel codice smette di esistere, e non c’è un secondo movimento
possibile sullo stesso strumento. È la stessa ragione per cui, nel commercio
online in generale, Paysafecard compare quasi sempre solo come metodo di
pagamento in entrata, mai come opzione di rimborso.
Deposito: la parte che funziona
Dei 71 marchi che elencano Paysafecard, 27 la accettano come metodo di
deposito con un codice acquistato in anticipo. La soglia più comune resta 10 euro,
dichiarata da 23 marchi; 11 chiedono 20 euro, e la maggioranza, 36 marchi,
non pubblica alcun minimo. Il vantaggio pratico è l’anonimato del pagamento in
entrata: non serve un conto bancario né una carta intestata, basta il
tagliando comprato in contanti.
Casinò non AAMS Paysafecard: solo 7 marchi confermano il prelievo
7 dei 71 marchi confermano il prelievo con Paysafecard, un numero così
basso che va letto come eccezione tecnica più che come regola: in questi casi
l’operatore probabilmente collega il saldo Paysafecard a un conto elettronico
proprio, un passaggio intermedio che non tutti offrono. Per tutti gli altri
64 marchi, il prelievo passa da un canale diverso da quello usato in
deposito, e questo va verificato prima di versare, non dopo aver vinto. Il
tempo dichiarato più frequente resta 72 ore, per 56 marchi; 5 indicano 96
ore, 2 indicano 24 ore e uno 12 ore, mentre 7 non dichiarano nulla.
I numeri in una tabella
| Dato |
Numero |
| Marchi che elencano Paysafecard |
71 |
| La accettano in deposito |
27 |
| Confermano il prelievo |
7 |
| La offrono solo in deposito |
20 |
| Nessuna licenza di gioco dichiarata |
60 |
| Licenza Tobique dichiarata |
5 |
| Licenza Anjouan (Comore) dichiarata |
3 |
| Licenza Curaçao dichiarata |
2 |
60 dei 71 marchi non dichiarano alcuna licenza di gioco, la quota più alta
tra i quattro metodi di questa serie: chi sceglie Paysafecard per depositare
in anonimato dovrebbe controllare l’operatore con la stessa attenzione, perché
qui il controllo sulla licenza pesa più che altrove.
Come cambia rispetto alla versione con concessione ADM
Nel catalogo completo, Paysafecard compare su 86 marchi, di cui 15 hanno la
concessione ADM. Il limite tecnico del voucher non cambia per chi ha la
licenza italiana: anche sui concessionari, Paysafecard resta soprattutto un
metodo di deposito, perché il vincolo è nel prodotto, non nella
regolamentazione del sito. I limiti dichiarati da ciascun operatore sono raccolti
nella pagina Paysafecard.
L’anonimato del deposito finisce al prelievo
Paysafecard piace anche perché il deposito è anonimo: nessun conto bancario,
nessuna carta intestata, solo un codice comprato in contanti. Questo
anonimato non si estende però al prelievo, che avviene su bonifico bancario o
carta e richiede quindi un’identità verificata e coincidente con quella
registrata sul casinò. Chi sceglie Paysafecard proprio per non lasciare tracce
bancarie deve mettere in conto che, appena arriva una vincita da prelevare, la
verifica dei documenti diventa comunque un passaggio obbligato, esattamente
come su qualunque altro metodo.
Tra i 71 marchi di questo elenco, 69 offrono anche una sezione di casinò
live, ma solo 7 hanno un’app mobile dedicata: la quota più bassa tra i
quattro metodi di questa serie, un altro segnale che gli operatori che
puntano su Paysafecard investono meno sulla parte tecnica del sito rispetto a
chi punta su Neteller o Skrill.
Cosa fare al momento del prelievo
Chi deposita con Paysafecard deve aprire prima della registrazione la pagina
dei metodi di prelievo dell’operatore, non quella dei depositi: lì compare il
canale che verrà usato davvero per restituire il saldo, quasi sempre bonifico
bancario o carta intestata allo stesso titolare del conto di gioco. Chi cerca
un metodo che funzioni anche in uscita trova un quadro migliore, anche se
comunque parziale, con i portafogli elettronici
Neteller e
Skrill. Chi usa un altro voucher prepagato
diffuso in Francia trova un catalogo molto più piccolo, ma per lo stesso
motivo tecnico, nella pagina di Neosurf.